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Cultura: conosciamo i nostri simboli

LO STEMMA DI GALLARATE

Lo stemma è “troncato” in due parti: quella superiore ha lo sfondo d’argento e il gallo rosso; quella inferiore viceversa (gallo d’argento e sfondo rosso). In realtà, le righe nere verticali sono un errore di colorazione da parte di un distratto funzionario!
Rosso: significa nobiltà, audacia, valore, spargimento di sangue in battaglia. 
Argento: simboleggia la Luna, significa purezza, giustizia, vittoria. 
Gallo: animale molto usato in araldica; con la cresta e la zampa destra alzata significa “ardito”, attributo tipico del guerriero prode, vigile e pronto alle armi. Proprio per questa sua natura bellicosa, il gallo fu consacrato a Marte, dio della guerra. 
Il gallo è anche considerato un uccello portatore di luce e di vita, a causa del suo canto che annuncia il mattino. Si oppone simbolicamente al serpente, rettile subdolo portatore di veleno.
 

IL NOME DI GALLARATE

Il nome non deriva dal gallo in quanto animale, ma dalla popolazione celtica dei Galli

Abitata sin dal neolitico, Gallarate fu probabilmente fondata dai Galli, come testimonia una tomba gallica del sec. I a.C. rinvenuta in piazza Ponti; si sviluppò con l'avvento dei Romani che, a partire dalla fine del sec. I a.C., riorganizzarono il territorio, dividendolo in centurie, costruendo strade, favorendo lo sviluppo dei villaggi celtici preesistenti. E’ di questo periodo una tomba romana rinvenuta nel quartiere di Crenna. Sotto la dominazione romana, Gallarate divenne parte della provincia della Gallia Cisalpina. 

La desinenza –ate, molto diffusa in Lombardia, servirebbe a trasformare in nome di luogo i nomi comuni delle cose, quindi ha il significato di paese, villaggio o località, in genere situata presso un corso d’acqua. Questa desinenza è corrispondente anche al tedesco –ath e al francese –art. 

Quindi Gallarate significa “villaggio dei Galli”.
Il primo documento con l'antico nome della nostra città appare nel 974, sotto il regno di Ottone II. In esso si legge che “Galerate” era un villaggio abitato da cittadini liberi.
Secondo le principali fonti, questo termine deriverebbe da “Gallorum arx” (cittadella, fortezza dei Galli) oppure da "Ara Gallorum" (luogo di culto di una tribù di Galli).
Altre fonti minori dicono che deriverebbe, invece, da “Galerius”, in quanto proprietà dell'imperatore romano Gaio Galerio Valerio Massimiano (dal 305 al 311 d.C.).
Altri invece, sostengono che il nome deriva da “glarea” cioè dalla ghiaia di cui è cosparso il territorio gallaratese in conseguenza dei corsi d’acqua (Arno, Ticino, Olona).
I NOMI DEI RIONI

Crenna: secondo alcuni interpreti, deriverebbe dall’esistenza sul colle di una fortezza di tipo celtico. Altri ritengono invece che “crena”, in dialetto, significhi trincea naturale cioè atta alla difesa.

Cedrate: “Cedates” è un termine celtico che significa “luogo boscoso, con Cedri, Pini, Abeti”.

Arnate: ha origine dal nome del torrente Arno che passa lungo il territorio del rione.

Cajello: le prime memorie risalgono al IX secolo, in cui si accenna a una “ Villa Coello in finibus Seprii”.

Madonna in Campagna: prende nome dalla Madonna la cui effige è custodita sull’altare dell’omonima chiesa, eretta in aperta campagna nei primi anni del XVII secolo.

Ronchi: deriva da “ronco” termine  con cui si chiamava un terreno prevalentemente collinoso coltivato a vite.

Cascinetta: è il diminutivo di “cassina” (casa colonica), un tempo in aperta campagna e tuttora esistente.

Sciarè: non si hanno molte informazioni su questo rione; il primo cenno storico risale al 1794.

 

Sede Movimento: via Montesanto 2, Cedrate, Gallarate (VA)
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