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Guillaume Fayè
IL SISTEMA PER UCCIDERE I POPOLIIl Sistema ed il suo Individualismo pragmatico,
così come un tempo i culti millenaristici e le loro promesse di
salvezza individuale, smantellano i sentimenti collettivi, smobilitano
le energie e rendono gli audaci incapaci di osare.
Un popolo scompare più spesso per dimissione che per distruzione. I fattori di distruzione sono superati da un popolo che vuole, nel profondo della sua anima, perpetuarsi biologicamente e culturalmente. Ora il Sistema non uccide i popoli assegnando loro prove insormontabili, guerre, stermini, carestie, epidemie, ma rodendo dall'interno il loro voler vivere, sradicandoli dall'humus della loro cultura, scoraggiando ogni loro volontà di costruirsi un avvenire. E' evidentemente troppo presto per disegnare uno schieramento di coloro che si oppongono coscientemente al Sistema. Nessuna strategia precisa, dai contorni chiaramente definiti, riunisce ancora i suoi avversari. Ma essi esistono e sono potenzialmente numerosi. Contro il Sistema si erigeranno tutti coloro che condividono la filosofia di vita del paganesimo mentale europeo: volontà creatrice, attaccamento alla comunità politica considerata non come semplice quadro di vita, ma come luogo del sacro e trampolino di avventure, di conquista, di concorrenza politica e culturale; tutti coloro che rigettano il cosmopolitismo, la società mercantilistica, il borghesismo, il modello newyorkese di sottocultura, l'edonismo freddoloso. Questi gruppi di appartenenza, che possono cristallizzare desideri a
lungo rimossi, sono i popoli portatori di storia. Solo una rivoluzione
che rovesci la prospettiva storica può permettere a ciascun popolo
di ritrovare la storia, agire nuovamente secondo il proprio destino e di
fare scoppiare, da tutte le parti, la società mondiale che oggi
scivola dolcemente verso l'entropia.
Tratto da "Il sistema per uccidere i popoli" di Guillaume
Fayè.
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